"Giustizia Privata"
Amo il cinema a passare delle belle serate con gli amici vedendo un bel film, per poi magari discutere insieme sulle scene che ci hanno maggiormente colpito. Tra i generi che preferisco ci sono gli action-movie, anche se non disdegno commedie romantiche, fantasy e film di fantascienza. Vedendo quindi la pubblicità del film “Giustizia Privata” ho subito organizzato per andare a vederlo. Devo dire che sono rimasta delusa, non tanto dalla trama, quanto dalle troppe scene di violenza gratuita e spesso fine a se stessa. In genere mi piacciono i film in cui l’eroe si attiva per avere “giustizia”, dove il bene e il male sono sempre ben definiti e a trionfare è il bene, cosa che nella realtà non accade così spesso.
Dal mio punto di vista si è trattato di un film dove non ci sono buoni, ma sin troppi cattivi e dove a vincere non è il bene, ma solo un falso perbenismo. Quello che all’inizio uno spettatore identifica come “l’eroe” non è altri che un padre di famiglia, Clyde, che perde tutto ciò che ama nell’arco di pochi terribili istanti. È dilaniato da un dolore che brucia ancora di più quando scopre che l’assassino di sua moglie e sua figlia non finirà i suoi giorni in prigione. Due ladri, ma una sola condanna. “Mezza giustizia è sempre meglio di niente.” Dice Nick, l’avvocato della procura. Una frase che fa venire voglia di urlare “non è giusto”. Si tratta di parole che mi hanno fatto riflettere, perché purtroppo la realtà è che troppo spesso non si ottiene neanche quella “mezza giustizia”.
Dopo anni, Clyde inizia la sua lotta contro un sistema marcio che non funziona. Da “eroe” passa a cattivo. Sì perché gli avvocati della procura, magicamente, da arrivisti interessati alla carriera, diventano i beniamini del bene contro il male. Clyde è il classico esempio di persona che cercando di aggiustare il marcio, finisce alla fine dalla parte del torto. È chiaro, nella realtà quotidiana non si assiste a scene in cui un uomo dal carcere, con un ingegno fuori dal comune, inizia a mietere vittime e a uccidere per sovvertire il sistema. Si leggono però troppe notizie di delinquenti che la fanno franca. Il fatto che si facciano così tanti film sul tema della vendetta e della giustizia fa comprendere quanto noi abbiamo bisogno di qualcuno che metta le cose a posto.
“Giustizia Privata”, per quanto crudo, mette in risalto la mancanza di giustizia e il fallimento nel garantire la vera imparzialità e non una copia sfalsata di ciò che realmente dovrebbe succedere di fronte a un crimine. Viene dimostrato come il male possa vincere contro una giustizia cieca che si attacca a stupidi cavilli e libera assassini e delinquenti della peggior sorta. Il cattivo non diventa tale fino a quando non si trova davanti alla crudeltà allo stato puro. È un film che lascia l’amaro in bocca, perché alla fine non vince nessuno.
Voi, che ne pensate?
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