"A ogni sognatore"
Tempo fa ho letto un libro che immediatamente non mi ha detto molto. Ero in prima superiore e si trattava dell’ennesimo libro proposto dalla professoressa di lettere, una donna che non è mai riuscita a trasmettere la passione che la letteratura merita. È chiaro quindi, che ogni sua proposta fosse solo una seccatura per me e quel libro, “Il delfino” di Sergio Bambaren era una seccatura! L’avevo scelto in mezzo a un elenco di libri melensi, non facendomi troppe illusioni. Ammetto però che mi sono dovuta ricredere. Il libro, seppur breve, era molto bello. La semplice storia di un delfino alla ricerca dell’onda perfetta. A distanza di tempo ho voluto rileggerlo e mi è piaciuto ancora di più. Chi di noi non si è mai sentito almeno una volta come Daniel Dolphin? Un delfino che voleva essere diverso dal branco, che voleva essere libero e voleva condividere la sua libertà con i suoi cari; un delfino che, nonostante tutto, sapeva che doveva fare la cosa giusta e la cosa giusta era vivere la sua vita, non secondo gli schemi predefiniti del branco, perché solo così sarebbe potuto essere felice. Chi di noi non si è mai sentito un estraneo a situazioni familiari? Chi di noi non è mai stato frainteso? Il libro è dedicato al “Sognatore” e penso che ci siano certe frasi e situazioni molto più familiari, di quanto si possa pensare. Non bisogna mai smettere di sognare, perché anche sognare è una forma di libertà, una libertà che nessuno ci potrà mai togliere, perché sognare va oltre il pensiero. La capacità di sognare è ciò che dà ai nostri obiettivi quella motivazione in più per non arrendersi, ma per continuare a credere che possiamo farcela, anche quando la vita sembra dirci il contrario.



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